Mauro Bordin



Mauro Bordin nasce a Padova, nel 1970. Studia al liceo artistico della stessa città e si diploma all'Accademia delle Belle Arti di Venezia nel 1992. Nel 1994 comincia un ciclo di pitture dedicate alla stanza da letto che espone nella mostra personale del 1996 alla Loggetta del Trentanove di Faenza (Ravenna), una villa settecentesca animata dall'artista Muki, che per anni ha invitato esponenti del panorama culturale italiano a presentare i loro lavori. Nell'occasione, pubblica un catalogo il cui testo introduttivo alle opere è scritto dal critico padovano Giorgio Segato, tra i primi esperti che sostengono il giovane creatore. Bordin espone per la seconda volta alla Loggetta del Trentanove nel 1997, in una collettiva inserita nel quadro delle manifestazioni collaterali all'Esposizione Internazionale della Ceramica. Nel 1996, l'associazione "Génie de la Bastille" invita gli artisti italiani a partecipare all'esposizione che si svolge annualmente a Parigi, dove Bordin rappresenta la città di Padova. È in seguito a questo evento che iniziano le sue frequentazioni parigine. Espone nella capitale francese alla Maison de l'Italie nel 1997, alla galleria civica di Montparnasse nel 1998, invitato dall'associazione "Nouvelle Ecole de Montparnasse" e al "Salon Grands et Jeunes d'Aujourd'hui", al quale partecipa tre volte (nel 1997, nel 1998, occasione in cui viene selezionato per partecipare all'esposizione in Lussemburgo e in Croazia e nel 2000, per partecipare alla mostra itinerante in dodici paesi nel mondo). Nel 1996 e nel 1997, espone alla fiera dell'arte di Milano con la galleria Bac Art Studio di Venezia e nel 1999 a quella di Gand in Belgio con l'editore Edas di Brescia. Nel 1996, realizza un'incisione per la collezione "Interpretazioni dantesche", cartella ideata da Giorgio Segato ed esposta in numerose occasioni. Il Comune di Padova pubblica un catalogo l'anno successivo per l'esposizione all'Oratorio di S. Rocco.
Nel 1997 il quadro "Letto sfatto" entra a far parte della collezione del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate (Varese) e "Ragazza sul letto 2" di quella del Young Museum di Revere (Mantova). Nel 1998 l'artista viene invitato da Giorgio Seveso a partecipare a "Casoli Pinta", dove conosce il critico d'arte Renato Valerio. L'anno successivo realizza una mostra personale alla galleria Armanti di Varese ed è lo stesso Valerio a curare il catalogo dell'esposizione. In questa occasione espone, oltre ad una scelta delle ultime "stanze da letto", una serie di "alberi", "marine" e "montagne". Questi nuovi soggetti saranno fonte d'ispirazione per gli anni successivi. Nel 1999 partecipa alla manifestazione "Fides et Ratio", organizzata da Valerio al Comune di Foza (Vicenza). Nel 2000 si trasferisce per sei mesi a Parigi; al ritorno espone alla fiera dell'arte di Padova in una mostra collaterale, "In forma di figura", organizzata da Segato. Una parte del gruppo di artisti era già stato sperimentato nell'omonima esposizione, a Villa Breda, due anni prima. Agli inizi del 2001 ottiene un atelier-abitazione in uso per due anni dalla fondazione "Cité Internationale des Arts" di Parigi e si trasferisce definitivamente nella capitale francese. A Parigi, nell'arco di quest'anno, espone in diverse collettive, tra cui quelle della "Cité des Arts". Nell'autunno dello stesso anno realizza una mostra personale alla galleria Armanti di Varese, con catalogo presentato da Giorgio Seveso. In questa occasione presenta tre serie di dipinti: "marine", "montagne" e "figure", confermando la sua vocazione per un'interpretazione simbolico/lirica.

Camera da letto
Il mio percorso artistico si sviluppa intorno al tema della memoria, sia come riferimento al passaggio del tempo e al nostro bisogno di fissarlo, di dargli durata, sia come percorso a ritroso alla ricerca delle origini.
Tra il 1994 e il 1999 ho realizzato un ciclo pittorico focalizzato sul tema della stanza da letto. Il soggetto è preso in considerazione come spazio fisico e psichico, luogo intimo di esperienze esistenziali vissute e stratificate nell'ambiente stesso, negli oggetti quotidiani.
Il dipinto di Casoli è ancora scenograficamente giocato sul binomio interno/esterno, è una scena di intimità svelata. La scelta di questo soggetto si giustifica in funzione di questo binomio e dell'ambiguità della camera da letto, al tempo stesso prigione e nido protettivo.

Mauro Bordin