Giuseppe Martinelli


Giuseppe Martinelli nasce a Viareggio nel 1930.
Studia presso il Liceo Artistico di Carrara e, successivamente, frequenta il corso biennale di pittura murale e affresco al Magistero d'arte di Firenze. Nel 1956, si trasferisce a Milano, partecipando a quel movimento artistico che fu definito Realismo Esistenziale e, negli anni '60, alla Nuova Figurazione.
Ha tenuto numerose mostre personali in città italiane, in Germania, in Belgio e a New York.
Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, fra i quali il Primo Premio Viareggio, nel 1956, il Premio Michetti di Francavilla al Mare, nel 1962, il Secondo Premio Fiesole, nel 1963, il Primo Premio al Premio Ramazzotti di Milano e il Primo Premio al Premio Sant'Ilario d'Enza (Parma), nel 1964, il Primo Premio La Spezia, nel 1965, il Primo Premio Suzzara, nel 1976, il Primo Premio Biennale di Piacenza, nel 1987.

Rassegne antologiche:
1980, Villa Borboni Le Pianore, Camaiore (Lucca) - 1982, Galleria civica d'arte moderna, Gallarate - 1988, Teatro Estense del Comune di Olgiate Olona.

Dipinti in sedi e raccolte pubbliche:
Museo della Permanente, Milano; Galleria civica di Capo d'Orlando; Civica Galleria d'arte di Suzzara; Galleria civica "Cascina Roma" di San Donato (Milano); Museo Bargellini, Pieve di Cento (Bologna); Museo Lia, La Spezia; Museo dell'Uomo, Livorno; Acrilico su supporto multistrato cm. 200x400 nell'atrio della Piscina olimpica del Foro Italico, Roma; Acrilico a parete in esterno cm. 180x150, Casoli di Atri (Teramo); Grande acrilico in esterno sulla facciata delle Scuole Nuove a Camaiore (Lucca).

La grande agave sotto le stelle
A Casoli di Atri, in un settembre di festa, ho per la prima volta dipinto una agave. L'ho improvvisata quando ho preso visione dello spazio da dipingere. Niente di straordinario, perché da tempo avevo idea di realizzare una grande agave nel cielo. Conoscevo bene le agavi per averle incontrate e osservate tante volte attraverso il finestrino di un treno sul tratto Viareggio-Milano, via Genova, piantate come iguane sulle rocce a strapiombo del mar Ligure: animali vegetali antichi e mitici, con sangue di clorofilla e corazze di foglie forti e taglienti come scimitarre. Oppure per averle respirate in Sardegna davanti a casa, quasi blu nel sole, a un palmo dall'acqua di mare cristallina, o nelle notti d'estate che ampliano il cielo pieno di stelle. Allora, solenni e misteriose, si argentano e aprono alla rugiada tentacoli coriacei e punte acuminate che si levano in alto a bucare le vie lattee.

Giuseppe Martinelli