ATRI

Atri, in provincia di Teramo, è una delle città più antiche e ricche di storia dell'Abruzzo. Posta a 442 metri di altitudine, conta circa 11.500 abitanti. Intorno al IV, III sec a.C., Atri fu importante centro di scambi commerciali, battendo monete autonome. Con la colonizzazione, da parte di Roma, la città perse un'antica autonomia, ma rimase fedele alla capitale, combattendo al suo fianco sia contro l'esercito di Annibale, alla fine del III secolo a.C., sia contro la Lega Italica. La città conobbe una crescita collegata a quella di Roma e la sua aristocrazia diede alla capitale dell'impero la famiglia dell'Imperatore Adriano. Dopo i fasti del periodo romano, la città visse un medioevo fatto di instabilità. Atri fu parte del ducato di Spoleto, passando poi sotto i franchi e i normanni. Nei due secoli successivi, il potere in città passo dal papato alla famiglia di Svevia e agli angioini. Nel 1251 nasce il Comune medievale di Atri e il Cardinale Capozio, delegato di Papa Innocenzo IV, crea la diocesi della città. Nel 1395 Atri viene acquistata, per trentacinquemila ducati, dal Conte di San Flaviano, Antonio Acquaviva, la cui dinastia governerà fino al 1760, quando la città passa sotto il Regno di Napoli, restandovi fino all'unità d'Italia. Atri, anticamente chiamata Hatria o Hadria, fu tra le prime quattro città ad avere commerci marittimi importanti, tanto che si pensa possa addirittura aver dato il nome al Mare Adriatico, anche se questo titolo è rivendicato sia dalla veneta Adria sia dalla pugliese Andria. La storia che ha visto nei secoli la città protagonista ha lasciato numerose e pregevolissime testimonianze, che fanno di Atri una vera e propria città d'arte. Nella centrale Piazza Duomo è possibile ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, innalzata nel 1285 su un'altra chiesa del IX - X secolo, con l'interno a tre navate e le pareti affrescate da Andrea De Litio nella seconda metà del Quattrocento. Il museo annesso conserva preziose reliquie: maioliche dipinte, croci e pastorali di avorio e di argento, codici miniati, reliquari, intagli di legno, statue e centinaia di frammenti e mosaici delle costruzioni più antiche. Splendidi anche il chiostro, a due ordini, e il campanile con coronamento ottagonale, terminato nel secolo XV da Antonio da Lodi. Del Settecento è, invece, la Chiesa di Santa Reparata, unita al fianco meridionale della basilica e ricca di testimonianze barocche. Sempre a piazza Duomo, nella parte settentrionale, si estende il porticato ad archi tondi di Palazzo Mambelli e, a meridione, il Palazzo vescovile e il Seminario appartenenti al Tardo Cinquecento. In questa piazza si trova anche l'ottocentesco Teatro comunale, ancora oggi perfettamente conservato e utilizzato per le stagioni teatrali e musicali. A sinistra del Teatro, su Corso Adriano, si incontra la Chiesa di Sant'Agostino, dei primi del Trecento, con un portale eseguito nel 1420 circa da Matteo da Napoli. Poco dopo, sulla destra, si apre la fantastica facciata della Chiesa di San Francesco, riedificata, ai primi del Settecento, su una costruzione duecentesca. Al termine di Corso Adriano, in Piazza Marconi, si erge il Palazzo Ducale degli Acquaviva, attuale sede comunale. Dalla piazza, attraverso un arco, si accede al Larghetto San Nicola, con la chiesa omonima, fondata dopo il Mille e ricostruita nel secolo XIII. Dalla chiesa, attraversando via Picena si giunge a Largo Santo Spirito, dove c'è una Chiesa settecentesca, che dà il nome alla piazza. Al termine di via Acquaviva si trova la Chiesa di Santa Chiara, costruita nel Duecento e riedificata nel Cinquecento, mentre sulla circonvallazione si trova la Chiesa di San Domenico, risalente ai primi del Trecento. Oltre che per i monumenti citati, per le antiche fontane, le grotte, il Museo etnografico e per quelle vere architetture della natura che sono i calanchi, Atri merita sicuramente una visita per tutte le bellezze che conserva, testimonianza di una storia civile e artistica quanto mai ricca, e per la raffinata offerta eno-gastronomica, in grado di catturare i palati più esigenti.