Dal sogno alla realtà

Dal 1996, Casoli di Atri ha rinvigorito la sua immagine grazie alla rassegna di pittura murale "Casoli Pinta", che ha fatto salire sin quassù pittori famosi che hanno ornato di opere d'arte le pareti esterne delle case, rinnovando l'aspetto di Casoli, rendendo più suggestivi gli scorci e trasformando il piccolo borgo in un museo all'aperto. Siamo partiti con l'idea che alcuni dipinti potessero dare lustro al nostro borgo. Siamo cresciuti, parallelamente alla nostra esperienza, prendendo atto che questi dipinti erano qualcosa di molto più grande della percezione immediata che oggi ci offrono.
Erano un ponte per congiungere culture ed emozioni, un ponte lungo il quale incontrare nuovi amici, un ponte, insomma, da attraversare per unificare. Sei edizioni di "Casoli Pinta" hanno convogliato nel nostro borgo persone eccezionali, animi nobili; questa constatazione basilare ripaga dei sacrifici affrontati con un'intensità che nella vita è raro provare. Questa frazione ha avuto un grandissimo coraggio ad organizzare una manifestazione così importante, per il valore culturale e l'alto livello artistico dei cinquanta professionisti poeti del colore. Oscar Wilde diceva: "Rivelare l'arte e celare l'artista, questo è lo scopo dell'Arte".
Ebbene, durante questi anni ho spesso pensato a questo aforisma.
Nelle serate passate a discutere, negli incontri a misura d'uomo, nei momenti conviviali così come in quelli poetici ed assoluti, tutti noi abbiamo sempre avuto donne e uomini stupendi al nostro fianco. Artisti celati, quindi, che però, giorno dopo giorno, hanno rivelato l'arte, facendola sgorgare dalle loro opere che piano sono emerse alla luce. I nostri amici artisti hanno fatto di Casoli un gioiello. Hanno incastonato con grande sapienza pietre preziose, che sapranno sollecitare gli animi ed elevare le coscienze. Hanno lanciato il sasso nello stagno, che propagherà un messaggio di riscatto dell'uomo moderno proprio attraverso l'arte.
Questi artisti hanno instaurato, grazie alla loro arte rivelata, un solido rapporto con tutta la popolazione casolana e con quanti sono venuti da fuori a vedere questo "laboratorio comune a cielo aperto".
Oggi possiamo ammirare Casoli come un vero e proprio "Villaggio Artistico Murale", realizzato da poeti del colore che hanno dato tanto, chiedendo in cambio un po' di "casolanità".
Grazie a "Casoli Pinta" molti di noi hanno ritrovato il gusto di stare insieme e di "sentire" nell'epoca del virtuale, molti di noi hanno scoperto, grazie a "Casoli Pinta", l'elogio delle diversità, in un momento in cui i fondamentalismi di ogni bandiera ruggiscono sempre più forte. Per questo, voglio ringraziare tutti quelli che hanno preso per mano "Casoli Pinta" e l'hanno fatta crescere.
Ringrazio Nino Bindi e Gianni Ferretti, che nel 1996 hanno voluto la prima edizione di Casoli Pinta. Ringrazio i rappresentanti istituzionali, perché la loro presenza ha voluto significare avere qui, idealmente, tutti i nostri corregionali e perché senza il loro determinante apporto economico non ci sarebbe stato nulla. Ringrazio i cinquanta pittori che ci hanno donato umanità, passione, cultura, sensibilità, estro e a cui noi abbiamo dato le poche cose semplici che da sempre costituiscono il nostro patrimonio: ospitalità, gentilezza, affetto, amicizia sincera.
Ringrazio il Presidente della Commissione Artistica, Giorgio Seveso e il Direttore della stessa Commissione, Renato Valerio. Loro sono stati i cervelli che hanno guardato l'orizzonte della pittura italiana e scelto per noi i "soli più luminosi", portandoli a Casoli. Infine, abbraccio idealmente tutti i mie compaesani. La vera forza di "Casoli Pinta" sono stati loro. La coesione e l'amore per questa iniziativa, che hanno mostrato ogni anno, meriterebbe una citazione ben più lunga e amorevole della mia. È la miglior gente che io conosca, che sa apprezzare un sorriso a ricompensa di tante fatiche.
Grazie a tutti.

Associazione Culturale "Castellum Vetus"
Il Presidente
Domenico Felicione