Tindaro Calia nasce a Segrate, in provincia di Milano, nel 1956.

Vive e svolge la sua attività artistica fra Segrate, in provincia di Milano e Volpara, in provincia di Pavia. Ha conseguito la maturità artistica e si è diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano. È docente titolare della cattedra di discipline pittoriche al Liceo Artistico Statale di Lodi. Nel 1979 viene selezionato da Mario De Micheli per una mostra collettiva alla Fondazione Corrente “Esperienza Immagine II” a Milano e partecipa alla collettiva al Palazzo dell’Arte a Milano, alla manifestazione “Salone dei Giovani Artisti”. Nel 1981, ha la sua prima personale alla Galleria San Fedele di Milano, in seguito alla selezione della precedente collettiva “San Fedele – Quadro Giovani”. Nel 1984, viene invitato da Giorgio Seveso alla manifestazione “Arte al Presente”, Festa Provinciale dell’Unità a Milano. Organizza la mostra personale all’Associazione Nazionale Amici del Premio Suzzara, a Suzzara, con la presentazione di Dino Villani. Nel 1988, su invito di Giorgio Maschera, partecipa al Centro San Fedele di Milano a “Il volto spirituale di Maria”. Sempre nel 1988, è selezionato per le rassegne “Arte Contemporanea” al Castello di Sartinara in provincia di Pavia, a Palazzo Benvenuti in Mondonico con “Immagine della Madonna” e a Palazzo Litta di Lainate con “Il giardino di Flora”. Nel 1991, viene invitato da Giorgio Seveso alla Biennale “Arte giovane in Lombardia a Cremona”, a “Forma e Figura oggi” al Salone di Etruria Arte a Venturina, Livorno, e alla Mostra collettiva “Tendenze: giovani artisti tra Lombardia e Sardegna”, al centro culturale e sociale dei sardi in Milano. Nel 1992, si svolgono le mostre personali alle Gallerie: Palmieri di Busto Arsizio, Galleria Airone di Messina, Galleria Bonaparte di Milano e all’Associazione Erga Omnes di Palermo. Nel 1995, Francesco Poli lo presenta sul catalogo “Arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi”: Nel 1997, su invito partecipa a “Figurazioni” Arte d’immagine in Lombardia oggi, Museo della Permanente, Milano. Nel 1998, entra a far parte, su segnalazione di C. Franza, della Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea di Ruffano, Lecce e alla Fondazione Don Tonino Bello ad Alessano, Lecce. Partecipa inoltre alla Rassegan di Pittura Murale “Casoli Pinta” nel comune di Atri (Teramo). Nel 1999 è invitato alla collettiva “La città, il pensiero e l’emozione” cinquanta artisti per Milano, è selezionato da Renato Valerio per la Rassegna di Pittura Murale nel Comune di Foza (Vicenza). Al Lions Club Monza Host partecipa a “Il premio di arti plastiche e figurative per giovani artisti” in Lodi e fa una mostra personale alla Galleria Linati di Milano, con la presentazione di Rossana Bossaglia. Espone in Maggio alla manifestazione milanese “MiArt 2001”.

Bibliografia:

1982, Presentazione alla mostra della Galleria “La nuova sfera”, Milano, Dino Villani – 1988, Presentazione del catalogo “Volti spirituali di Maria”, Centro Culturale San Fedele, Milano, Giorgio Mascherpa – 1989, Presentazione della mostra “Antologia italiana”, Galleria F. 22 Brescia, Carlo Franza – 1991, Presentazione del catalogo “Arte Giovane in Lombardia”, Cremona, Giorgio Seveso e Rossana Bossaglia- 1995, Presentazione del catalogo n. 31 “Arte dal secondo dopoguerra ad oggi”, Editoriale Giorgio Mondatori, Francesco Poli – 1999, Presentazione mostra personale alla Galleria Armanti di Varese, Renato Valerio – 2000, Presentazione catalogo della mostra personale alla Galleria Linati, Milano, Rossana Bossaglia.

Il Sogno
Il dipinto dal titolo “il sogno” esprime la serenità e l’abbandono del sonno di una bambina, la dolcezza e l’inquietudine delle sue visioni oniriche. L’intento era quello di far emergere questa particolare condizione dello spirito umano, mediante la costituzione di uno schema segreto scaturito dalla combinazione armonica di estesi percorsi lineari ad andamento curvilineo. Ho volutamente inserito intorno alla figura, con una scansione geometrica senza soluzione di continuità, elementi iconografici tratti da disegni eseguiti da bambini, perché mi sembrava il modo più efficace di evocare il mondo delle fantasie e dei sogni infantili.

Tindaro Calia